In discesa

Ripreso fiato? Vedi che proprio dietro questo vecchissimo tabià la strada comincia a scendere? Come promesso. È qui “La notte in sogno”: tocco femminile per questa catasta, che nella tradizione è anche una canzone. Il testo della canzone racconta di un ragazzo nel suo letto ottocentesco che sogna di incontrare una fanciulla talmente bella da sembrare un angelo e volano insieme sopra i tetti di Mezzano. L’autrice della catasta Erika Schweizer si rifà a Chagall nello stile, non a caso, infatti, Erika è la nipote di un importante pittore nato qui a Mezzano nel 1925: Riccardo Schweizer; egli per un certo periodo collaborò in Provenza con Picasso e Chagall.

Continua a scendere. Ora un piccolo slargo fra le case, pavimentazione in salesà, ospita una piccola struttura a servizio delle case adiacenti: si tratta del comédo ovvero del gabinetto. Ne rimangono solo due in tutto il paese.

I comèdi erano costruiti con assi di legno o con sassi fissati con un po’ di calce qua e là. Solo le famiglie più abbienti potevano averne uno sul balcone o sulle scale esterne, ma si trattava davvero di un grande lusso. In genere venivano collocati in comodi spazi tra le abitazioni o nei prati. E anche per l’igiene ci si arrangiava con ciò che madre natura concedeva. Su questo comèdo si può comodamente vedere come venivano costruiti i tetti a scàndole: tavole di larice spaccate in modo sapiente lungo la vena del legno, poste a livelli sfalsati e tenute in posizione grazie al peso delle pietre che premevano su delle assi orizzontali. Anche questo tipo di copertura evitava l’utilizzo di ferramenta ed era utilizzato come copertura di ogni stabile. Lo si può ancora vedere in alcuni luoghi, come ad esempio sulla chiesa o su tanti masi di cui la montagna intorno è disseminata. 

Sul muro della casa in fronte, si nota un’iscrizione racchiusa in una cornice che riprende le aperture quadrilombate delle soffitte. GMB FFL 1832: le prime lettere sono le iniziali del nome e cognome del proprietario; FFL sta per “fece fare lavori” ed a seguire l’anno di costruzione. Si possono trovare scritte simili con una semplice F che sta per “fecit “o FF “fece fare” o “fu fatta”. Le iscrizioni sono la testimonianza dell’orgoglio dei tanti sacrifici fatti per costruire una casa e lasciarne memoria futura. Queste iscrizioni sono ancora usate e spesso vengono intagliate sulla trave di colmo. E ora ancora più giù.

L’avvicinamento

Sono la App di Mezzano Romantica, la tua…

La piazza della chiesa

Sei al cospetto del Brolo, la piazza più importante del…

La porta rossa

Se non vieni dal parcheggio ti conosco ora e per la…

L’inizio

Hai appena calpestato il “salesà”, l’antico ciottolato…

La piazza con la fisarmonica

Ciao. Bentornato. Dopo la freccia sinistra, appesa….

Il Tabià del Checo

Sei in un crocevia. L’occhio ti fa dare una sbirciatina…

Tempo che passa

Rieccoti. Rieccomi. Di fronte due edifici…

La Montagna incanto

Aspetta un attimo prima di girare…

L’alluvione

In salita l’occhio ti indica il lavatoio il…

In discesa

Ripreso fiato? Vedi che proprio dietro questo…

L’Arco dei Miceli

Quella che si apre davanti ai tuoi occhi è la piazza più…

Il vecchio – nuovo tabià

Qui la strada è proprio stretta. A destra ancora…

La Lisièra

Ancora salita. Ma non avevo detto che era tutta…

Il tunnel

Il tunnel che stai percorrendo è scavato…

Gli Stòli

Se prosegui la salita a destra troverai…

La stalla

Uh, uh sono qui! A distanza di pochi metri…

El canalet

“Canalet” è il nome con cui si identifica questa piazza…

La casa dalle imposte azzurre e gli orti

La casa con gli scuri azzurri, la casa dei Bond…

Il grande dipinto

Ora, fai una piccola deviazione, gira…

I piccoli dipinti

Hai fatto una piccola gimcana, ma

Moderno e antico, essenziale e signorile

Qui ce n’hai di che vedere!  A sinistra…

Presepi

Se torni dov’eri prima, un’altra freccia di invita…

L’angolo poesia

Se non l’hai già fatto, dovresti attraversare…

Il viaggio finisce, il ricordo mai

Il tuo piccolo grande viaggio sta per finire…