Sei in un crocevia. L’occhio ti fa dare una sbirciatina a destra dove proprio dietro l’angolo puoi ammirare i bei lavori di intaglio di Andreino Zugliani, testimonianza della passione e dell’amore che i paesani mettono per abbellire la loro casa ed appagare anche l’occhio di chi visita il paese.
Ritorna poco sui tuoi passi; in fondo sopra l’orto “La navesela”, un’altra catasta; una grande navetta di telaio in legno, incastonata nei ciocchi da cui dipartono i fili della trama. Una sorta di mirabile e insolita insegna di quello che fino a pochi anni fa era un atelier di stoffe ordite a telaio, che se ne stava discreto e ritroso in una casupola qui accanto.
E ancora a sinistra un altro occhio ti invita ad entrare nel primo Tabià, il fienile del Checo, dal nome del vecchio proprietario. Il pannello esplicativo ti racconterà di più.
All’interno appena su dal pontile, profumo di fieno. Questo piano è stato lasciato ai bambini della scuola materna, per farne piccoli allestimenti e ritrovo in particolari occasioni.
Il piano superiore del fienile è invece uno spazio culturale comunitario dedicato a serate a tema, alla presentazione di libri, ad iniziative ed a incontri di rappresentanza.
Con calma guardati l’interno. Quando esci la freccia dritta ti indica il percorso. Mi sentirai dopo.