Il viaggio finisce, il ricordo mai

Il tuo piccolo grande viaggio sta per finire. Percorrendo la leggera salita sulla sinistra ti ammaglia una nuova grande installazione, “Obtuse earth, only light will save us”.  

Un cubo grande e uno piccolo; la terra e la luna; pensieri inquadrati in viaggi condizionati e autodistruttivi; i raggi del sole, unico appiglio alla salvezza. Prosegui. Finita la recinzione in ferro gira lo sguardo a 180 gradi sulla parete dell’ufficio postale.

Incontrerai “L’incanto di Lena”, una catasta ispirata al romanticismo per un paese romantico. E quale personaggio più romantico della sirena, figura mitologica carica di fascino e mistero per antonomasia? Una sirena fluttuante che incanta chi la guarda. Ora attraversa la strada. Sulle strisce pedonali!!! Sei nella piazza centrale; la fontana, un dipinto su una casa antica: è la rappresentazione popolare di un soldato romano, soggetto insolito per l’assenza di riferimenti sacri, a meno che non si tratti di Sant’Espedito o San Giorgio, spesso ritratti armati di tutto punto.

A destra, dall’altra parte rispetto all’affresco e posta sull’angolo vi è l’ultima catasta “Il santone”, rappresentazione simile alle raffigurazioni dell’uomo primitivo che, iniziando a porsi delle domande sulla vita, trova risposte in una raffigurazione magica di se stesso.

Una figura sacra, insomma, ma senza religione. Una sorta di divinità che non corrisponde a nessun credo, se non a quello interiore e nascosto dell’uomo. Un’installazione possente, primitiva eppure raffinata, che sposa la povertà del legno alla preziosità dell’oro.

Come d’ oro, scusa la falsa modestia, è lo scrigno di paese che hai appena respirato. Prenditi ancora un po’ del tuo tempo: un caffè o qualcosa da sgranocchiare, un acquisto, una scappata all’ufficio turistico dove qualcuno ti dirà che Mezzano non è solo paese, ma bellezze anche tutte intorno. Passeggiate e panorami mozzafiato, il ponte sospeso, la Val Noana, San Giovanni, i rifugi, le malghe, il sentiero degli alberi giganti oppure solo un semplice prato.

La testa a cullare il fresco dell’erba, gli occhi a fulminare il cielo. Per non pensare a nulla. C’è la fermata dell’autobus qui accanto; i parcheggi dove hai lasciato la macchina sono a un tiro di schioppo. È sempre l’ora di andare. Purtroppo. E di salutarci.

Ciao sono la App di Mezzano Romantica: è stato un privilegio incontrarti. 

L’avvicinamento

Sono la App di Mezzano Romantica, la tua…

La piazza della chiesa

Sei al cospetto del Brolo, la piazza più importante del…

La porta rossa

Se non vieni dal parcheggio ti conosco ora e per la…

L’inizio

Hai appena calpestato il “salesà”, l’antico ciottolato…

La piazza con la fisarmonica

Ciao. Bentornato. Dopo la freccia sinistra, appesa….

Il Tabià del Checo

Sei in un crocevia. L’occhio ti fa dare una sbirciatina…

Tempo che passa

Rieccoti. Rieccomi. Di fronte due edifici…

La Montagna incanto

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In salita l’occhio ti indica il lavatoio il…

In discesa

Ripreso fiato? Vedi che proprio dietro questo…

L’Arco dei Miceli

Quella che si apre davanti ai tuoi occhi è la piazza più…

Il vecchio – nuovo tabià

Qui la strada è proprio stretta. A destra ancora…

La Lisièra

Ancora salita. Ma non avevo detto che era tutta…

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Il tunnel che stai percorrendo è scavato…

Gli Stòli

Se prosegui la salita a destra troverai…

La stalla

Uh, uh sono qui! A distanza di pochi metri…

El canalet

“Canalet” è il nome con cui si identifica questa piazza…

La casa dalle imposte azzurre e gli orti

La casa con gli scuri azzurri, la casa dei Bond…

Il grande dipinto

Ora, fai una piccola deviazione, gira…

I piccoli dipinti

Hai fatto una piccola gimcana, ma

Moderno e antico, essenziale e signorile

Qui ce n’hai di che vedere!  A sinistra…

Presepi

Se torni dov’eri prima, un’altra freccia di invita…

L’angolo poesia

Se non l’hai già fatto, dovresti attraversare…

Il viaggio finisce, il ricordo mai

Il tuo piccolo grande viaggio sta per finire…