L’architettura rurale tradizionale ha caratteri specifici che identificano il centro di Mezzano come luogo della residenza “stabile” di montagna, con edifici composti da abitazione, stalla, fienile, depositi.

Il tabià, il fienile in legno dove le famiglie portavano ad essiccare il foraggio, era una parte fondamentale delle case rurali di un tempo. Costruito nella parte più alta e asciutta della casa e collegato alla stalla, era un luogo di stoccaggio per l’inverno, una costruzione pratica e semplice, in legno e pietra, pensata per sostenere la neve e resistere agli agenti atmosferici.

 

Mezzano, un borgo tipico del Primiero rurale

La passeggiata per il borgo di Mezzano è un salto nel passato, nelle stradine e tra gli slarghi di un abitato rurale montano che si è adattato all’uomo e alle sue esigenze nel corso dei secoli.

Il centro storico è compatto, le strade sono a misura dei mezzi agricoli di un tempo, gli spazi aperti, connessi alle abitazioni, sono organizzati per l’uso delle risorse locali (l’acqua, gli orti, i campi,…)

Gli edifici addossati tra loro sono disposti secondo le curve di livello, funzionali non solo all’abitazione, ma anche all’allevamento e al lavoro, alla socialità e alla vita comune. Nei ricordi degli anziani costruire una nuova casa era più semplice quando era possibile sfruttare una parete già presente di un altro edificio, così come riscaldare gli ambienti

L’aspetto del paese si è successivamente modificato negli anni secondo gli usi e le necessità contingenti. Via Roma, aperta nella seconda metà del XIX secolo, e piazza della Fontana sono diventate sedi delle attività commerciali, l’area del Brolo è il centro vitale per le feste e sede di edifici dal forte carattere contemporaneo, come il Centro Civico.

Come la stratificazione nella roccia delle montagne che la circondano, anche Mezzano accoglie e mostra il trascorrere del tempo nella commistione di stili, mantenendo un forte attaccamento alla tradizione

 

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L’architettura tradizionale rurale a Mezzano

L’architettura rurale tradizionale ha caratteri specifici che identificano il centro di Mezzano come luogo della residenza “stabile” di montagna, con edifici composti da abitazione, stalla, fienile, depositi. Il “rustico”, l’edificio destinato alla residenza, al ricovero degli animali e ai depositi di prodotti agricoli o attrezzature, è la parte più rilevante.

  • la stalla occupa il piano seminterrato ed è accessibile dalla strada,
  • il fienile, o tabià, con grandi ballatoi in legno ed ampie forature, è accessibile dall’esterno col pontile pavimentato in terra battuta o in salesà (selciato),
  • la soffitta, per la conservazione delle derrate alimentari, è riconoscibile per piccoli fori di illuminazione e ventilazione
  • L’abitazione è un tutt’uno con il rustico, solo raramente e nei casi più significativi è elemento prevalente ed autonomo. Al piano terra, parzialmente interrata, troviamo la cantina, al piano superiore l’abitazione raggiungibile dalla scala esterna, con pochi e piccoli locali, il bagno e la ritonda, spazio per la preparazione dei pasti, caratteristici volumi aggiunti.

Gli edifici sono costruiti con murature in pietra locale a vista. Nei casi in cui le pareti fossero intonacate, veniva dato risalto alla proprietà con decorazioni semplici (fregi d’angolo, finti bugnati, fasce marcapiano). Il tetto veniva ricoperto con coppi in laterizio. Solo nel XIX secolo le tegole piane in cemento, con impianti localizzati in valle tra il 1800 ed il 1900, hanno sostituito questo materiale.

 

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Il tabià, fienile e luogo di ritrovo e di gioco

Il tabià, fienile e luogo di ritrovo e di gioco

Il tabià, il fienile in legno dove le famiglie portavano ad essiccare il foraggio, era una parte fondamentale delle case rurali di un tempo. Costruito nella parte più alta e asciutta della casa e collegato alla stalla, era un luogo di stoccaggio per l’inverno, una costruzione pratica e semplice, in legno e pietra, pensata per sostenere la neve e resistere agli agenti atmosferici.

Il legno in particolare ne caratterizza le strutture e le facciate esterne: i blockbau, i grandi ballatoi esterni, complessi e leggeri elementi costruttivi, hanno parapetti a tavole sagomate e scale, poste all’esterno, negli anditi privati, per non “sprecare” il limitato spazio interno.

Il tabià era però anche un luogo di ritrovo e di gioco. I bambini giocavano a patacrèc, una sorta di nascondino, nel fieno, sui ballatoi, dietro gli attrezzi, correndo da un tabià all’altro. I giovani e gli innamorati avevano in questi tiepidi luoghi un angolo di riservatezza dall’occhio vigile dei genitori. I tabià erano a loro modo angoli magici al di là della dura e faticosa vita quotidiana.

Oggi a Mezzano 3 tabià sono stati ristrutturati e riutilizzati per far rivivere agli abitanti e ai visitatori la loro magia.

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TABIA’ DEL RICO, Oggetti ed emozioni del passato raccolte dalla casa e dalla passione di Mary Orler

Questo tabià, riconvertito in piccolo e suggestivo museo etnografico privato, racchiude su due piani oggetti di vita passata. Mary, la figlia del Rico, ha raccolto negli anni oggetti d’uso comune che appartenevano alla sua famiglia o donate da molti abitanti di Mezzano, per non dimenticare, per ricordare un modo diverso di vivere, un modo a tratti più duro, a tratti decisamente più semplice e genuino.

Nel museo rimane l’impronta di Albino, emigrante per 50 anni in Australia, e al ritorno curatore, custode e guida di questo mondo antico.

Un particolare ringraziamento ad Albino per il grande lavoro svolto e a quanti finora hanno integrato donandolo il materiale esposto (suore Schweizer, Santo Gaio, Romeo Bettega, Teresina Alberti)

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TABIA’ DEL CHECO, ricordi, tradizioni e luogo di ritrovo

TABIA’ DEL CHECO, ricordi, tradizioni e luogo di ritrovo

Il tabià del Checo è un piccolo centro culturale delle eccellenze di Mezzano. Al piano rialzato un’esposizione delle creazioni artigianali locali raccontano di tradizioni antiche, tramandate di padre in figlio o di madre in figlia, una creatività che nasce dall’amore profondo per la propria terra.

Al secondo piano troverete invece uno spazio comunitario dedicato a serate a tema, presentazioni di libri o iniziative oppure riservato agli incontri di rappresentanza. Il tabià torna ad essere un luogo di ritrovo, oggi rielaborato in chiave più moderna e contemporanea.

TABIA’ DE LA GEMA, la magia dei presepi e dell’arte

Il tabià de la Gema è parte di un edificio rurale articolato in stalla e fienile. La tipologia costruttiva tradizionale in pietra e legno si accompagna a dettagli non comuni, creando, insieme alla casa padronale posta di fronte, un angolo di pregio.

Nel nome si custodisce il ricordo della proprietaria, prima donna sindaco in Trentino e figura significativa per il paese di Mezzano. Di famiglia rurale e contadina lei stessa, intelligente e tenace, attiva fino in tarda età trasferì nella pubblica amministrazione e nell’associazionismo i valori e la cultura della terra.

Oggi il Tabià de la Gema è un luogo intenso e coinvolgente. Nella stalla trovano spazio una quindicina di presepi, costruiti con pazienza e abilità da Mario Corona. Il primo piano del fienile è dedicato a serate musicali o teatrali molto suggestive e partecipate.

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