AffreschiI dipinti murali sulle facciate delle case sono un’espressione figurativa molto diffusa a Mezzano. La maggior parte di essi si localizza lungo le direttrici principali che venivano percorse in passato dalle processioni religiose comunitarie e sono quindi, a tema religioso.

Assieme ad altarini, nicchie con statue, piccole ancone e crocefissi, erano testimonianza di una profonda fede religiosa, una spiritualità privata e spontanea, non imposte, cioè, dall’autorità ecclesiastica.

Le opere giunte fino ai giorni nostri sono circa una ventina ed abbracciano un arco temporale compreso tra XVI° e XX° secolo; in passato dovevano essere molte di più ma, mancata manutenzione o ristrutturazioni inappropriate, ne hanno ridotto il numero.

I soggetti più ricorrenti di questi dipinti sono la Crocifissione e la Sacra Conversazione con Madonna e Bambino; non mancano alcuni esempi di raffigurazioni profane, come il ‘Soldato Romano’ che troneggia in piazza della Fontana, il quale potrebbe però essere, secondo quanto suggerito da fonti orali, l’esemplificazione di S.Giorgio, santo patrono di Mezzano, richiamato in numerose altre opere.

La qualità di queste raffigurazioni era legata sia all’abilità del frescante, che alle esigenze e alle possibilità economiche del committente; esse, infatti, nascevano non solo come espressione di fede, o protezione della casa e dei suoi abitanti da eventi maligni, ma anche come affermazione di prestigio sociale.

Non furono il prodotto di una scuola di frescanti vera e propria, ma piuttosto di autori isolati, che potevano essere pittori itineranti provenienti soprattutto dal Veneto – dall’agordino e dal feltrino – che si spostavano di valle in valle, oppure semplici muratori o imbianchini locali.

Il committente non suggeriva solo il tema da rappresentare, ma molto spesso imponeva anche la modalità di rappresentazione, desunta da libri di preghiera in suo possesso o da piccole immagini devozionali: i “santini”.

Le rappresentazioni sono spesso scarne e disadorne, con figure fisse e stilizzate improntate su di uno schema ripetitivo in quanto veniva data molta più importanza al valore simbolico dei personaggi rappresentati piuttosto che alla scelta di soluzioni stilistiche originali e raffinate.